God save the girls… dai finti predatori. Evoluzione di una specie poco evoluta.

 

di Connie

Inutili, passivi, superficiali e poco attenti, tanto per andarci leggere. Ma anche indisponenti, lagnosi, primitivi, poco sensibili. E’ solo parte di quello che si è detto degli uomini negli ultimi due secoli, forse potremmo dire nell’intero corso dell’umanità. Miliardi e miliardi di donne si lamentano ogni giorno del proprio marito/fidanzato/convivente e via dicendo. Prendiamo i principi delle favole, che tanto ci hanno fatte sognare da bambine. Belli sì, romantici sì, ma completamente marginali e inutili: quelli di Cenerentola e Biancaneve, che, sottolineerei non hanno nemmeno un nome, il che è già tutto dire, sono totalmente irrilevanti se non perché la protagonista prima o poi si dovrà pure sposare e, tutto sommato, un principe è l’opzione meno peggiore (almeno nelle favole). Per non parlare di quella povera malcapitata della Sirenetta, che se ne prende uno talmente scemo da non accorgersi di nulla nemmeno quando ce l’ha sotto il naso.

Sembra che la specie si sia anche evoluta (festeggiamo?), se di evoluzione si può parlare: ultimamente abbiamo riscontrato (noi di Blogandthecities che, per deformazione professionale ma anche no, siamo sociologicamente attente) il sopraggiungere di una nuova varietà: il “finto predatore”.

Una mia amica conosce questo tizio, si frequentano in amicizia per un po’, si sentono spesso (sempre in amicizia), si piaciucchiano e lui comincia a farle delle…. avances, diciamo, e nemmeno tanto velate. Leggi chattate notturne in cui le anticipa performances letteralmente “da urlo” e altre cose gentili che in questa sede ometteremo. Bene, direte voi, speriamo solo sia all’altezza di quello che anticipa. Il problema è proprio questo: probabilmente non lo sapremo mai, perché dopo mesi e mesi, siamo rimasti alle parole. Da quanto abbiamo capito infatti in sedute-fiume di brainstorming e applicazione della teoria la-verità-è-che-non-gli-piaci-abbastanza e di quella tutto-fumo-e-niente-arrosto, alla pratica non si passerà.

Stessi riscontri mi sono arrivati da altre parti: i “finti predatori” sono tanti e sono tra noi. E, attenzione, non stiamo parlando di un semplice e sanissimo flirtare, che fa bene alla pelle alla mente e financo alla salute, ma di torride, torridissime anticipazioni alle quali il momento clue non seguirà mai. Immaginate, insomma, un Principe-senza-nome che mandi il granduca di turno a cercare tutte le ragazze che calzano 35 del reame per poi, quando ha trovato quella giusta, uscirsene con un sonoro “Ok abbiamo scherzato”.

Le cause di questo comportamento? Ancora da verificare. Probabilmente rispondono alla necessità di ogni uomo di sentirsi “grande predatore”, salvo poi impossibilità/inadeguatezza/timidezza/scarsa voglia (?!) di passare ai fatti. Ne avete per le mani uno così e temete di fare la muffa nell’attesa e non ve la sentite di essere voi a fare il “primo” (speriamo non unico) passo? Siamo solidali. Detto ciò, a voi la scelta. Dopotutto, anche Tom Cruise in Vanilla Sky sosteneva di essere un rimanda-piaceri. Rimanda, appunto.

3 thoughts on “God save the girls… dai finti predatori. Evoluzione di una specie poco evoluta.

  1. Oddio sto ancora ridendo :) fantastico questo post secondo me è autodifesa da autoconsapevolezza di pesante e seria incapacità e impossibilità di essere grande predatore e a sentire in giro troppi ce ne sono!!!

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