God save the girls… dai sampietrini (cronaca di un’autoeliminazione annunciata)

di Memi

24 anni. Ero un’universitaria un po’ atipica, a causa di una storiaccia finita male con un ragazzo più grande mi sentivo molto Donna. E molto figa. Aspetto di me che, ovviamente, attraeva ragazzi completamente diversi, diciamo gli “universitari tipici”. Mi chiede di uscire questo ragazzo di un altro corso di laurea, molto carino, accetto.  Il mio sentirmi molto figa fa sì che mi presenti all’appuntamento con jeans skinny e tacchi decisamente alti.
Lui mi viene a prendere e molto timidamente propone un locale che io immediatamente boccio in quanto era il locale dove andavo sempre con l’altro, quello della storiaccia-finita-male.  “Ok” propone allora, cercando disperatamente di tirare su le sorti della serata, “andiamo in centro”.
“Benissimo”, dico io per evitargli un immediato suicidio.

Chi non è di Roma forse non sa che il centro è lastricato di tante piccole trappole per ragazze in skinny e tacchi alti chiamate “sampietrini”. Ecco, il tacco sembra essere irrimediabilmente attratto dagli spazi liberi lasciati da un sampietrino e l’altro. I risultati possono essere due, il primo, quello meno grave, è la perdita di equilibrio momentanea, il secondo, catastrofico, è rimanere incastrate senza possibilità di muoversi, a me una volta è successo a Campo de’ Fiori e non è stato bello. Quindi un ragazzo che al primo appuntamento ti propone di passeggiare per il Centro è un pazzo, si sta euto-eliminando ma non lo sa. Iniziamo a passeggiare ed io tenendomi a braccetto riesco a destreggiarmi, finché lui commette un altro errore: dice “prendiamoci una birra e sediamoci sui gradini della piazza” Aaaaaahhhh orrore. 1) Non bevo birra 2) Sui gradini io non mi ci siedo.
Gentilmente gli dico che sono un po’ stanca e faticosamente (per me) torniamo verso la macchina. Lui poverino non si arrende. Si siede sul bordo del muro del Lungotevere ed io, più per far riposare i piedi che per altro, faccio altrettanto. Qui commette il terzo errore della serata, cerca di baciarmi. Io mi giro dall’altra parte. Un silenzio imbarazzato e via verso casa.
Ovviamente non ci sono più uscita, ovviamente non me l’ha più chiesto.
Da questo racconto si possono imparare due cose:

1) Esaminare ATTENTAMENTE l’abbigliamento della ragazza con cui si sta uscendo e regolarsi di conseguenza.

2) Mai baciare una donna al primo appuntamento, soprattutto se ha i piedi doloranti.

2 thoughts on “God save the girls… dai sampietrini (cronaca di un’autoeliminazione annunciata)

  1. Maledetti sampietrini distruttori di scarpe e di piedi!!! Certo che a un sono un po’ stanca uno che prova a baciarti non conosce proprio l’abc del primo apountamento! Ah, povere noi!! :) :)

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