GODSAVETHEGIRLS… dai bachelorette parties. Part I – L’organizzatrice

foto di Maurizio Casadei

di Connie

La tua amica si sposa. Te l’ha annunciato ormai un po’ di tempo fa, quando proprio non te l’aspettavi ed eri abituata a credere che questo stato-di-amichevole-grazia-in-cui-non-sarebbe-mai-cambiato-nulla sarebbe durato per sempre. Duro colpo per te che eri rimasta alle pazze serate ballerecce tra un cocktail e l’altro.

Appena finito di abituarti all’idea, e innumerevoli dibattiti su bomboniere e confetti dopo, tra capo e collo lei ti chiede – perché di te si fida e soprattutto perché, mentre era impegnata a mettere su casa con il principe azzurro, tu hai continuato la tua vita da pseudo single tra un locale e l’altro – di organizzarle quella che dovrebbe essere l’ultima serata al femminile degna di tale nome prima del grande giorno.  Ovviamente, visto che la tua amica sembra più uscita da un romanzo di Jane Austen che da ‘Una notte da leoni’ (o leonesse, in questo caso), ci sono dei tassativi NO che vanno osservati. Il primo, no uomini nudi dalla vita in giù (e preferibilmente nemmeno sopra), il secondo, no presenza di finti membri maschili in tutte le loro declinazioni, commestibili e accessorie (leggi, no cannucce “a forma di”, no caramelle “a forma di”, no immagini “di”, niente di tutto ciò).

Accettato il gravoso incarico ti fai dare la lista delle invitate. Che, a parte le amiche più strette compagne di serate passate, non si conoscono tra di loro, non conoscono te e soprattutto in alcuni casi non sono nemmeno su Facebook. Il più delle volte e tranne rare e preziose eccezioni, il massimo dell’aiuto che ti arriva sono delle richieste fomentate di cose “a forma di” (VIETATE!!!) per mettere in imbarazzo la tua amica da gente che giura che gliel’abbia detto lei. Tu ignori e continui imperterrita a raccogliere elementi da principessina base: coroncine, slip di pizzo, mascherine per dormire, tutt’al più un libro simpaticamente un po’ spinto (‘Fallo felice’ di Linda Lou Paget, molto carino per neo spose e non).  Dividi e ridividi le spese per il numero sempre variabile di chi parteciperà, il che mette a dura prova la tua già limitata predisposizione alla matematica.

Nell’arco di un mese si cambia versione,  locale, tipo di serata tra le 3 e le 5 volte, di cui la più terribile è quella in cui eviti per un pelo di prenotare nel posto in cui vanno i ragazzi. Alla fine, arrivata al culmine dell’esaurimento e al limite dello stranimento della tua amica con cui tutte muoiono dalla voglia di condividere i preparativi (segreti) per la serata, decidi di prendere le cose in mano e ti trasformi in dittatrice per il bene comune, creandoti una reputazione da Mussolini che lascia perplessa perfino tua madre, la quale era convinta di avere come figlia la dolcezza fatta persona.

Quando pensavi ormai di aver finito (ossia il giorno stesso), nelle ultime ore utili ti arrivano una decina di forfait a raffica, la sorella della cognata della zia di tale ha da lavorare, l’amica che non si faceva vedere da più o meno 33 anni ha un viaggio improvviso e i ricalcoli della quota finale ti esauriscono (oltre a risultare sempre sbagliati, sempre per la scarsa predisposizione di cui sopra). Chi non ti aveva mai dato segni di vita di colpo vuole venire assolutamente, salvo non avere mezzi di locomozione. Mentre ti stai recando sul posto c’è ancora chi non ha capito dov’è l’appuntamento, nella migliore delle ipotesi piove e tu hai uno stress addosso che nemmeno alla discussione della tesi di laurea quando i professori si sventolavano per il caldo (con la tua tesi) senza ascoltarti minimamente.

Poi arriva la tua amica ed è talmente emozionata e la coroncina che le hai preso le sta talmente tanto bene che tutto sommato sei contenta di avere qualche capello bianco in più e qualche ora di sonno in meno. Chi ci deve essere c’è e la serata fila via liscia e piacevole. Stai appunto pensando che, tutto sommato, non sei poi tanto male come organizzatrice. Tutto questo finché non ti chiederanno di organizzare il Baby shower.

Per chi si trova in una situazione del genere, alcuni consigli collaudati che non guastano mai:

1) ogni sposa ha la sua natura: se soffre di vertigini, è inutile regalarle un volo in deltaplano o un lancio con il paracadute. Meglio una rilassante Spa con tanto di terme e massaggi.

2)le amiche della sposa si dividono in due categorie: quelle che sono ben felici di non dover organizzare loro e danno carta bianca, e quelle che mettono bocca su tutto pretendendo di conoscere la festeggiata come le loro tasche e che “lei vorrebbe così”. In questo caso tenete sempre ben presente che se siete VOI a dover organizzare, un motivo ci sarà. Per cui inutile impazzire dietro a mille campane diverse.

3) (si ricollega direttamente al punto 2) Da tenere in conto anche le possibilità economiche delle invitate: tutte vorremmo passare una settimana a Formentera, ma non tutte ce lo possiamo permettere, calcolando che la sposa non deve pagare nulla. Qualche idea carina sempre valida è mettere su qualche gioco divertente per la serata: se lo sposo è collaborativo fategli preventivamente una serie di domande sulla storia con la sua bella, sulle cose che apprezza di lei e viceversa e che poi rivolgerete a lei la sera della festa se le sue risposte coincidono (in caso contrario, potrete insistere per evitare il matrimonio). Ottima idea anche le “carte da gioco”: a seconda della carta che pescherà la futura sposa dovrà fare una serie di cose imbarazzanti tipo andare a chiedere numeri di telefono in giro per il locale, farsi foto con i bencapitati di turno, cantare canzoni Disney in piedi sul tavolo. Ad ogni punto guadagnato, la sposa potrà avere un regalino. E, visto che anche l’atmosfera è importante, se qualcuna di voi è di buona manualità (o sa ordinare su internet) puntate su gadget: fasce da miss diverse per sposa e amiche, coroncina, braccialetti uguali per tutte il tutto con un loghetto che ricordi il matrimonio. Per passare un paio d’ore diverse, noleggiate una Limousine, sui 200 E per 8 persone con una bottiglia di spumante (basta digitare su google noleggio limousine e la città). Se siete tante, qui a Roma ultimamente abbiamo visto anche il classico bus a due piani londinese.

Un sito utile in cui trovate buone idee se masticate l’inglese è http://funbachelorettepartygames.net/fun-bachelorette-party-games/.

Quarta regola non detta ma fondamentale: zen, zen, zen.

2 thoughts on “GODSAVETHEGIRLS… dai bachelorette parties. Part I – L’organizzatrice

  1. Qui a Copenhagen i bachelorette parties sono un fenomeno tutto da studiare.In pratica si passa una giornata intera tutte assieme, nel corso della quale si fanno due o tre attivita, da quelle piu girly (e.g lezione di pole dancce, fighissima), al waterpolo kayaking…visti male qualsiasi tipo di accessorio da ostentare per la citta, ma non si sa perche…

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