God save the girls… e la vita ai tempi di Whats App.

di Connie

Una volta c’erano gli sms. Da mandare col cellulare di mamma e papà, rigorosamente due al giorno “altrimenti si spendeva troppo” e se arrivava l’addebito colossale erano guai. Poi arrivarono le promozioni, le Summer Card, gli Sms verso tutti e le lunghe, lunghissime interminabili conversazioni con fidanzato e amiche del cuore ci impedirono di studiare per gli esami delle sessioni estive. Adesso, l’ordine a cui eravamo abituati è stato sovvertito da un gioco di due parole: Whats App. Proprio questa mattina mamma Vodafone, come la chiama la mia collega blogger Giudy,  mi ha comunicato che, avendo le mie famose “ricariche dei poveri” (perché ricaricare più di 15 euro?) interferito con le varie promozioni, avrei dovuto disabilitare la connessione dell’amato Iphone per qualche ora, pena credito negativo vita natural durante.

Il panico si è impossessato di me nemmeno fossi sola su una zattera in mezzo all’Oceano. UN PAIO DI ORE SENZA WHATS APP? E come farò a comunicare i miei spostamenti al fidanzato? A inviare la foto dell’ultimissimo acquisto a mia sorella o a rispondere ai dubbi esistenziali delle mie amiche nella conversazione di gruppo? A comunicare ai miei colleghi le svariate scuse inventate tempestivamente per l’ennesimo ritardo? Questi di Vodafone sono dei pazzi, e soprattutto mi avranno sulla coscienza.

Senza volersi cimentare in un saggio di sociologia, c’è da dire che Whats App ha radicalmente cambiato il nostro modo di comunicare. Anche e soprattutto perché, mentre i vecchi sms finivano con il credito, Whats App fa concorrenza ai rotoloni Regina. E questo fa sorgere una serie di nuove questioni esistenziali: è GIUSTO rispondere a raffica mentre siamo al lavoro/pranzo/aperitivo con altre persone? E’ POSSIBILE che ogni volta che ci viene in mente una qualsivoglia cavolata si debba subito condividere con chi di dovere? E’ NATURALE che per scrivere “sai, oggi sono un po’ stanca, ho dormito male” ci arrivino ben 5 what’s app con annessa sinfonia di trilli? E che scazziamo col nostro fidanzato perché risponde ai nostri racconti romanzeschi conditi di particolari con la solita, pallosa, esasperante faccina?

Bloggers e lettrici dipendenti dalla simpatica chat con iconcina verde, uniamoci. Tenendo presente che, se, mentre siamo collocate in un’allegra serata tra amiche, chi non è presente ci vuole raccontare tutti i dettagli dell’ultimo litigio con il fidanzato, o il tipo che ci piace esce finalmente dal silenzio stampa, possiamo rispondere due volte e poi rimandarli a più tardi. Se dobbiamo finire un lavoro e continuiamo a guardare il cellulare ad ogni trillo, il capo, che fa finta di non vedere, 9 volte su 10 se ne sta ACCORGENDO. Che sì, siamo benissimo capaci di decidere di comprare un paio di scarpe DA SOLE, senza chiedere consiglio istantaneo a tutti i nostri cari, imprecando se non otteniamo risposta immediata. Per le faccine del fidanzato, tutt’ora non c’è rimedio. Mamma Vodafone poi mi ha ripristinato la connessione. Ora vi lascio, che in qualche modo dovrò far smettere di trillare l’Iphone.

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