Net à porter – From London with love

di LAURA

Temperature che balzano dai 30 ai 38 gradi, caos urbanistico e spiagge affollate. Già vi arrendete all’afosa estate italiana? Vi do 3 buoni motivi per prendere il primo aereo e volare a London City.

1) 15-18 gradi centigradi, ombra perenne con sprazzi di sole brevi e irrilevanti

2) Saldi già al 70% nella maggior parte di negozi

3) La possibilità di incontrare Hugh Grant dei poveri e fidanzarvi felicemente con lui

Continuo a tornare a Londra ogni sei mesi nella speranza di soddisfare il punto 3 ma, forte di quei 2-3 anni che mi separano dalla voglia di maternità, ancora una volta mi lascio appagare dalla quantità sconsiderata di acquisti che saziano in un tour de force di 4 giorni tutte le voglie represse degli ultimi 2 mesi in cui il countdown per il viaggio spronava la mia labile mania di comprare a trattenersi fino al momento del lancio.

I must have delle Londoners:

-Long-dress: stripes, fluo, tunic. Da anni negli armadi delle yankee girls, quest’anno arrivano anche nei nostri. Elegante alternativa al mini, il vestito lungo è un passepartout per l’intera giornata: con la semplice aggiunta di una cinta che ne smitizzi l’importanza o lo swapping shoes (passando da ballerine a wedges) siamo pronte per un aperitivo al Westbourne (Westbourne Villas, Chelsea, tube South Kensington) nota tana di lords inglesi under 35, dopo un pomeriggio passato correndo tra i camerini.

-Mini-dress fluo coloratissimi e dalle shapes più svariate: corto davanti, asimmetrico, monospalla. Irrinunciabile il tubino a tema flowers. L’importante è che una volta indossato dica “heii guardatemi sono qui!”. Le inglesi, nonostante i 15 gradi in ribasso nelle serate estive, non rinunciano MAI a mostrare le gambe. Tenere sempre a mente il nostro target: Hugh potrebbe essere dietro l’angolo in qualsiasi momento. Pronte per il Jalouse o il Chinawhite (Tube Oxford Circus)?

-Ethno accessories: bangles, neklaces, hair bands. Tutto ciò che guardandolo vi faccia pensare alle squaw è ben accetto! Per non incappare nella sindrome di Penna Bianca consiglio un balance tra accessori e outfit. Se optate per la long skirt bohem multicolor cercate di trattenervi dall’abbinarla a pendenti etnici che superino i 3 cm di diametro! Sarà sì la città della libertà in tema di moda, ma ricordiamoci che lo charme è la prima qualità degli inglesi. E Hugh ne è l’esemplare più eloquente.

-Tank top: corte, lunghe, borchiate, fluo, maxi, mini. Da indossare con leggins (preferibilmente maxi) o shorts a vita alta (preferibilmente mini). Finalmente una birra a Christopher Place (Tube Bond Street) non ce la leva nessuno. Le canottiere a stampe sono un must, ma vi prego abbandoniamo il patriottismo esterofilo: stop a bandiere USA, Whoopsidaisies (citate proprio da Hugh nell’amato movie “Notting Hill”) siamo ITALIANE! (E – almeno fino a ieri sera – con qualche motivo in più per essere orgogliose! Sempre e comunque Forza Italia!)

Avete altri locali dove pensate il nostro Hugh bazzichi in cerca della nostra italianità??? Uniamoci nella ricerca!

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