GODSAVETHEGIRLS – Due cose cambiano la vita: innamorarsi e andare in Erasmus

 

 

di LAURA

Questo articolo è dedicato principalmente ad una cara amica e a tutti quelli che come lei sono in partenza per l’esperienza più gratificante e felice della loro esistenza su questa Terra. Ancora ricordo il sentimento di ansia mista a incontenibile entusiasmo che mi ha accompagnata per i sei mesi precedenti alla dipartita e per tutta la durata del folle soggiorno, come ricordo bene perché è ancora viva tutt’oggi in me una tragica saudade fatta di lontane reminescenze che come piccole minuscole spade mi trafiggono anima e cuore ogni volta che qualcuno solo nomina la mia bella “Malaga”.

Tutto ha inizio con quella piccola grande speranza con la quale si scorge la classifica dei vincitori, che, una volta appurato il successo dopo un attento e ripetuto controllo con l’aiuto prima di uno e poi se necessario di tutte le altre dita della mano, a seconda del soggetto può divenire un fiume in piena tale da provocare urla, una cascata di telefonate agli amici in preda ad una confusione psico-somatico-verbale, ansia da prestazione, lacrime di gioia e, come successe alla sottoscritta, una malattia incurabile ed altamente contagiosa: sorrisi sorrisi e sorrisi. Ovunque, sempre, continuamente. Mentre guidavo, mentre mangiavo, mentre studiavo, mentre compilavo le documentazioni necessarie per la procedura alla partenza, prima di dormire e la mattina appena alzata. E non ero ancora partita!

Questo articolo dev’essere un aiuto per coloro che hanno vinto lo status di studente Erasmus, che hanno scelto di partire, ma che ancora non sanno dove mettere le mani.

-CONSIGLI-CONSEJOS-ADVICES-CONSEILS

 Ogni Facoltà ha il suo Ufficio Relazioni Internazionali con i suoi bei collaboratori e, nel peggiore dei casi, begli impiegati pagati, che nella maggior parte dei casi non hanno alcuna esperienza Erasmus alle spalle e quindi oltre a non saperti assolutamente aiutare in nessun modo, si rifiutano addirittura di seguirti nella ricezione delle info necessarie (il più delle volte in lingua straniera) dai siti internet delle Università estere di riferimento. Ma una cosa giusta la possono e devono fare: fornirvi i contatti degli ex vincitori (meglio più di uno e non di troppi anni prima) e scrivete, scrivete e scrivete. Qualche anima pia che si muova a compassione o che abbia voglia di condividere, nonostante la cavalcante depressione post-Erasmus, la sua esperienza lo troverete di sicuro. Chiedete qualsiasi cosa: dove hanno abitato, dove hanno studiato, dove hanno alloggiato i primi giorni. Di solito chi fa le cose con il cuore le fa meglio di chi è pagato per farle.

-DOCUMENTI-CERTIFICADOS-PAPERS-PAPIERS

 Learning Agreement. Questo male sconosciuto. Idem con patate delle righe precedenti. I bambocci dell’Ufficio non provvedono a soddisfare il servizio per il quale sono pagati? Hanno però la facoltà di mostrarvi i Learning Agreement degli ex Erasmus e se avrete un po’ di fortuna almeno qualche esame corrisponderà alle vostre esigenze. Nel caso contrario, se il sito dell’Università di Thessaloniki non ha neanche la traduzione all’inglese (vi giuro che è successo) vi consiglio di compilare un fake agreement o quasi: gli Uffici di Relazioni Internazionali all’estero sono molto più professionali ed efficienti e vi aiuteranno nella compilazione definitiva necessaria per l’acquisizione dei crediti. L’internazionalismo fuori dall’Italia è preso più sul serio e soprattutto le università straniere ci tengono a mantenere una certa reputazione in campo europeo.

APPARTAMENTO-PISO-FLAT-CHEZ SOI

 Nel mio caso specifico sono stata molto fortunata. Dovendo partire a Febbraio ho approfittato di un we morto a prezzo stracciato e sono partita nella folle impresa della ricerca di un “piso”. La mia Malaga in quanto a dimensioni lo permetteva: ho setacciato le bacheche di tutti i bar del centro, delle varie facoltà universitarie, perfino le bacheche online di tutti i gruppi creati su FB. Con una ventina di numeri in mano ho tirato fuori le cosiddette e mi sono barcamenata in un mix di spanitaenglish prendendo quanti più appuntamenti ho potuto per quel fine settimana. Il mio consiglio è dunque, nel caso ve lo possiate permettere in termini di tempo e danaro, un sopralluogo del posto (anche perché durante i primi giorni dei nuovi arrivi erasmus, specialmente nei piccoli centri, chi prima arriva meglio alloggia!) qualche settimana prima. Altrimenti prenotate per i primi 3-4 gg del vostro soggiorno l’ostello più squallido ma centrale del posto: gli Erasmus si sa, sono squattrinati. Facile vi ritroviate tutti insieme!

Ogni Università che si rispetti organizza per i nuovi studenti il corso della lingua del posto: questo è un ottimo modo per conoscere i vostri colleghi, formare piccoli gruppi e scegliere insieme un appartamento vuoto da affittare … entro 4 giorni! Tranquilli sarete tutti nella stessa barca e tutti hanno la stessa fretta di trovare un posto da chiamare “piso”. Nel caso ci si sbagli nella fretta, è consuetudine un change di casa improvviso nel bel mezzo del viaggio. State sereni, siete in Erasmus!

-VITA-VIDA-LIFE-VIE

I bar, i locali, le taperias (nel caso andiate in Spagna), le piazze di riferimento. L’Amore per le piastrelle che pavimentano il centro, quella bottega nascosta nelle traverse, il cameriere gentile del bar che ancora si ricorda il tuo nome dall’ultima visita, quel piatto che così buono lo fanno solo lì. L’amico che ti aiuta a tornare a casa quella sera in cui hai esagerato un po’, la tua pasta italiana (che fa schifo) ma che i tuoi amici stranieri adorano. Di tutte queste cose non posso parlarvi perché sono quelle piccole, minuscole spade di cui vi ho accennato all’inizio, infilsano il cuore e non se ne vanno ed ormai convivono con lui.

CONTROINDICAZIONI-CONTRAINDICATION-CONTRAINDICACIòN-CONTRINDICATIONS

Se non avete spirito di iniziativa, se non avete voglia di mettervi alla prova, se non avete voglia di sbagliare, beh, lasciate la possibilità di vivere l’Erasmus a qualcun altro. Sono scappata da appartamenti spaventosi durante la ricerca di una casa, ho fatto errori grammaticali di dimensioni cosmiche paradossali i primi giorni di lezione all’università, ho fatto amicizia con chi mio padre mi proibirebbe anche solo di guardare.

La vostra vita cambierà, impazzirete, sarete sopraffatti da una voglia incontrollabile di vita, di ricerca, di viaggiare. Niente sarà più lo stesso, nessuno sarà più lo stesso. Avrete amici in giro per l’Europa, a centinaia di km di distanza, il vostro fidanzato probabilmente non capirà mai quello che gli dirà  vostra madre. Ma c’è una buona notizia: questa sete non finirà mai. Al vostro ritorno munitevi di una carta di credito ben fornita: Ryan e Easy saranno i vostri migliori amici (Air e Jet, obviously).

Un giorno una ragazza tornata dall’Erasmus mi disse: “preparati perché farai cose che non hai mai fatto in vita tua”. Ci sono due cose che cambiano la vita: innamorarsi ed andare in Erasmus. Che poi sono più o meno la stessa cosa.

PS. Per coloro che avessero intenzione di fare domanda il prossimo anno: scegliete come destinazioni piccoli centri; certo, solo Parigi ha la Tour Eiffel, ma solo un piccolo paese ti permette di tornare facilmente a casa a piedi quando non ti ricordi nemmeno il tuo nome. Se la vostra media non brilla eccessivamente, fate domanda per destinazioni in cui sia disponibile più di una borsa. Ultima cosa: la motivazione è fondamentale al momento della domanda di partecipazione al bando. La giuria, strano a dirsi, predilige sognatori. Provare per credere.

2 thoughts on “GODSAVETHEGIRLS – Due cose cambiano la vita: innamorarsi e andare in Erasmus

  1. aaah!ai bei tempi non feci domanda perché non avevo testa per mettermi alla prova in questa impresa!oggi partire non mi spaventa più!!ehm..non è che organizzate un giveaway anche con i biglietti aerei?!!! ;-P

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