Blog and the books – I libri preferiti delle bloggers di BATC

Ci hanno fatte sognare, ridere, piangere, hanno fatto il giro di amici fidanzati e parenti, a volte hanno viaggiato fino ad incontrare il loro autore: questa settimana su BATC vi parliamo dei nostri libri preferiti, quelli imperdibili senza i quali oggi non saremmo qui (e forse nemmeno Blogandthecities). Buona lettura!

MEMI – L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafon

“Se si vuole davvero possedere una donna,bisogna imparare a pensare come lei. Tutto il resto, il morbido involucro che ti fa perdere la ragione e l’onore, viene di conseguenza”.

Un libro magico. Leggo tanto e di tutto, ma nessun libro mi ha incantata come L’Ombra del Vento.
Difficile definirlo perché è un intreccio di fantasy, poliziesco, romanzo d’amore e noir. Il tutto sospeso in una cupa Barcellona degli anni 30. Un libro che parla di libri e di sé stesso, che ruota intorno ad un Cimitero dei libri dimenticati. Zafon ci presenta personaggi incredibili, caratterizzati in maniera magistrale: oltre al protagonista, il caparbio Daniel, spicca fra tutti Fermin con le sue perle di saggezza. 
Le pagine volano via una dopo l’altra e a fine lettura vi domanderete com’è possibile che una sola mente abbia potuto partorire una storia così bella e complessa.
Come vedete la mia copia è un po’ usurata… Dimostrazione che è impossibile non leggerlo, impossibile non amarlo.

CONNIE – La casa degli spiriti, Isabel Allende

“Clara abitava in un universo inventato da lei, protetta dalle avversità della vita, dove la verità prosaica delle cose materiali si confondeva con la verità tumultuosa dei sogni, nei quali non sempre funzionavano le leggi della fisica e della logica […] così felice da non provare la necessità di parlare per nove anni. Tutti avevano perso la speranza di sentirle di nuovo la voce, quando il giorno del suo compleanno, dopo avere soffiato sulle 19 candeline della sua torta al cioccolato, inaugurò una voce che era stata custodita per tutto quel tempo e che aveva risonanza da strumento scordato. “Presto mi sposerò”, disse”.

Una saga di tre generazioni raccontate attraverso tre donne, il loro carattere, le loro passioni, i loro amori che si intrecciano con la Storia, il tutto condito dall’irreale che entra in punta di piedi nella vita di tutti i giorni. Da Clara, che vedeva il futuro e trascriveva la vita nei suoi quaderni, a Blanca, con il suo amore durato per sempre, ad Alba, che vivrà il golpe e la tortura. Il tutto in mezzo a saliere volanti, una casa che nasce e cade in rovina, un marito, padre e nonno dispotico, fantasmi, vecchie stanze dimenticate e bauli magici. L’unico colpo di fulmine dei miei 18 anni che dopo oltre un decennio è rimasto tale.

GIUDY – Novecento. Alessandro Baricco

“Io che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio.
Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c’entra la pazzia. E’ genio quello. E’ geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli, ma non ci son riuscito.
Allora li ho incantati”.

Talvolta un libro rimane chiuso in una libreria, altre volte invece viaggia sino al Festival della Letteratura di Mantova ad incontrare il suo autore o sino al Teatro Libero di Milano ad abbracciare chi lo porta in scena tutte le sere (Corrado D’Elia, n.d.a.). Un libro viaggiante così come il suo protagonista Novecento che nacque e visse su una nave per tutta la sua vita senza esser capace di scendere, o forse, senza mai riuscire a vivere. Trascinati dalle ammalianti parole di Baricco, ci immedesimiamo in un uomo che non vuole essere salvato e che è ben conscio del suo destino.

LAURA – Cime tempestose. Emily Bronte
“Il mio amore per Linton è come il fogliame nei boschi: il tempo lo cambierà, ne sono consapevole, come l’inverno cambia gli alberi. Il mio amore per Heathcliff somiglia alle rocce eterne che stanno sotto quegli alberi”.
Cime tempestose non è un semplice libro. Cime tempestose è un sentimento. Ti entra nelle ossa e non ti molla più: ti cambia dall’interno. E’ un sentimento oscuro, velato, ambiguo, duro, instancabile. Puoi arrivare a detestarlo ma non potrai comunque farne a meno. E lo amerai come non hai mai amato nessun libro. Quando lo lessi la prima volta ero a letto con 39 di febbre e una mononucleosi che si impossessò di me per più di un mese. Non ricordo di essere mai stata peggio, ma sono pronta a giurare che la colpa fu di Emily Bronte. La sera giuravo a me stessa di non riaprire più quel libro foriero di lacrime e malumore; rifiutavo quella dolce agonia ma poi non vi resistevo più di 2 giorni. L’ho odiato fortissimamente e l’ho amato con la stessa identica intensità. Heathcliff, ovviamente.

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