Godsavethegirls – THE WOMEN’S REPELLER II, le regole… del buon ‘costume’

di LAURA

Dopo “THE WOMEN’S REPELLER I, le regole per sopravvivere ai primi appuntamenti”, Blog and the cities è lieto di presentarvi “THE WOMEN’S REPELLER II, le regole.. del buon ‘costume’ “ .

Tutti gli uomini del creato farebbero bene a stampare e saldare queste argutissime nozioni sul frigorifero, ripeterle come mantra al mattino davanti allo specchio prima di mettere mano al guardaroba e ripassarle la sera insieme all’Ave Maria. Perché, diciamolo, se impazziamo alla sola vista di quella maglietta scolorita e bucata sotto l’ascella che lui si ostina a indossare nei giorni off, in generale il suo guardaroba da 15enne (nonostante ne abbia quasi il doppio) in piena tempesta ormonale non l’abbiamo mai mandato giù. E allora, bando alle ciance, e veniamo al massacro.

SCARPE – Partiamo dal basso. In senso fisico ma soprattutto in senso estetico. Qualche riga va necessariamente sacrificata ad una serie di ferree regole sulle quali nessuna donna dovrebbe mai transigere. Se non desiderassero nomignoli graffianti come “il pellegrino” (vi assicuro che più di uno è stato bollato in questi termini) o essere etichettati come frati di qualsivoglia parrocchia di quartiere, forse gli uomini eviterebbero quelli che personalmente considero come l’anti-sesso fatto oggetto materiale: i sandali da uomo. Per non parlare di coloro che indossano havaianas in colori arcobaleno in contesti diversi da mare-spiaggia-bar della spiaggia. Per essere chiari: non è consentito alcun uso di calzature che prevedano l’esposizione delle dita dei piedi maschili in città a meno che la faccenda non si consumi all’interno delle ben cementate mura domestiche. E no, non ce ne frega niente che le Birkenstock sono comode e i vostri piedi sono stati costretti nelle stringate per tutto l’inverno: pensate forse che il tacco 12 che tanto vi piace sia per caso confortevole???

IL FANTASMINO- Come poter quantificare l’ orgoglio che certi uomini mostrano nell’avere ai loro piedi quell’ibrido a metà strada tra un pedalino e un checavoloèquelcosoorrendo? Forse nello stesso modo in cui mi sento di poter esprimere il profondo disprezzo per questo genere di vedo-non-vedo per niente sexy o fascinoso, ma che anzi mi fa sperare in tutti i modi che dopo 12 ore quelle sneakers puzzino più di un carro bestiame dopo la tratta Salerno-Reggio Calabria piuttosto che avere la certezza della presenza di quel piccolo ma orripilante dettaglio. No, indossarlo non è una grande idea né un valido sostituto per il calzino bianco di spugna che neanche Nadal utilizza più quando dimentica di fare il bucato ed è l’ultimo paio rimasto disponibile. Avete presente l’effetto allettante che le ballerine sortiscono sul vostro testosterone? Moltiplicatelo per mille.

BORSE-ZAINI-MARSUPI-BORSELLI- No, no no e per carità, no! Che sia l’ultimo modello uscito sul mercato o l’abbiate comprato proprio in uno di questi, non fa alcuna differenza e di certo non vi autorizza ad indossare pezzi iconici catalogabili tra il trash e il gitano style che oltretutto potrebbero anche depistarci circa il vostro orientamento sessuale. Accantonate le messenger alla Dawson’s-sfigato-Creek e riempitevi le tasche come fanno i veri uomini! Volete un ottimo motivo per fare a meno della vostra amata borsetta? Mettendo da parte la lagna iniziale di rappresentanza, la reazione di noi donne al formulare la tipica frase maschile “Potresti tenermi nella borsa le chiavi, il cellulare, il frontalino della radio, il portafoglio, mia sorella e le sigarette?” è un’esplosione d’amore unita ad un forte senso di appartenenza che di colpo, grazie a questo semplice e piccolissimo gesto, ci trasforma nella fidanzata perfetta. Chiedere per credere.

LA FIRMA- Su cinte, sciarpe, cappelli, t-shirt o camicie. Quanto di meno erotico esista sulla faccia della Terra. Non vi rende fichi, non vi rende interessanti, non vi rende migliori. Vi rende solo tutti uguali. Quando sono all’estero solitamente faccio un gioco: la caccia all’italiano. Un paio di Hogan Interactive, écharpe Fendi in poliestere, K-way ed ecco a voi il compatriota versione turista. In 10 nanosecondi la caccia diviene fuga e l’Invicta di prima generazione è solo un minuscolo puntino demodè che scompare alla velocità della luce dal nostro campo visivo.

ROSA-LILLA-SFUMATURE COMPRESE- Sudore, muscoli, barba e peli in generale non compensano il calo di stile e desiderio provocato dalla visione di una bella camicia lilla a righine bianche, ben piantata dentro il pantalone chiuso dalla già citata cinta ammazza-appeal. E’ vero, il maschio puro, quello che non deve chiedere mai, quello che trasuda sesso e personalità in egual misura, che cucina scalzo, che ci sa sollevare neanche fossimo piume, che ci stende con un bacio e sa dire la cosa giusta al momento giusto, lui, lo stesso a cui negli anni 80 le donne davano dell’ “Egoiste” nello spot di Chanel, l’esemplare in via d’estinzione della cui prematura e progressiva scomparsa non sappiamo ancora farci una ragione, Lui si che ha la facoltà indossare t-shirt rosa, fucsia e persino salmone.. ma in fondo, se davvero fossimo così fortunate dall’averlo incontrato e dal poterci rivolgere a lui, non sarebbe certo per sistemargli il guardaroba.

2 thoughts on “Godsavethegirls – THE WOMEN’S REPELLER II, le regole… del buon ‘costume’

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