God save the girls – Cosa NON fare al primo appuntamento l’ho imparato avendone 27 in una sola sera

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Noi di BATC abbiamo avviato una collaborazione con Poinx grazie alla quale testeremo diverse offerte fra quelle sul loro sito www.poinx.it per poi recensirle direttamente per voi. Spulciando tra le proposte in bilico tra aperitivi e cerette, sono rimasta incuriosita dalla serata Speed Date al costo di 9 euro aperitivo compreso contro i 20 a prezzo pieno (che potete trovare qui) e da vera figlia di ‘Sex and the city’ non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di studiare la fauna maschile milanese. Dopo il pagamento su Poinx e la registrazione sul sito di Speed Date, ho selezionato data e città a me più comode e mi sono preparata all’evento ripensando a tutti i primi appuntamenti avuti nella mia vita.

Se da adolescente mi bastava una coca al bar sotto casa, con esperienza ed età é cresciuto in me il desiderio di un primo appuntamento perfetto – quello da film per intenderci – ma, delusione dopo delusione, aperitivo dopo cinema dopo ristorante, mi sono resa conto che forse i primi appuntamenti perfetti non esistono: che sia il rossetto che sbava, l’alito di lui che non sa di menta fresca o il posto troppo chiassoso, nulla è mai come lo si immagina.

Vi ricordate ancora dell’ultimo appuntamento avuto? Ecco, moltiplicate tutte le sensazioni per ventisette (il numero di “appuntamenti” che ho avuto durante la serata), aggiungete il fattore ‘al buio’ ma sottraete l’ansia da prestazione: allo Speed Date si va per giocare e per divertirsi e, proprio come un gioco, le regole della serata sono chiare e semplici. Ogni partecipante ha un numero appuntato sul petto ed una scheda su cui scrivere il numero della persona che ci si ritrova dinnanzi e le caselle SI o NO da segnare a seconda del gradimento; a fine serata lo staff Speed Date ritira le schede e solo nel caso di SI reciproco, ai due ‘giocatori’ vengono consegnate, entro 72 ore dalla serata, le reciproche email. Sta poi alle due persone tradurre quel ‘SI’ in un vero appuntamento senza vincoli di luogo e di tempo. E sì, perchè il tempo nello speed date è fondamentale: 3 minuti per presentarsi, parlare di sè e dimostrare interesse nel conoscere l’altra persona. Troppo pochi? Credetemi: molto spesso sono stati addirittura troppi! Alessia infatti – quasi quarantenne veterana dello speed dating – mi ha consigliato astutamente di fare amicizia con la ragazza seduta accanto a me: provvidenziale quando il maschietto di turno si é rivelato molto noioso o taciturno.

Sono sfilati dinnanzi a me numerosi informatici (maledetta tecnologia), timidi gestori di bar, stacanovisti proprietari di negozi e ancora infermieri, bancari, assicuratori, dj radiofonici, manager, tutti con un unico desiderio: incontrare l’anima gemella, o almeno – come mi confida il simpatico ed onesto muratore Donato – tornare a casa con un numero di telefono in più nell’iphone.
E le donne? Nadia ha 45 anni (ma un fisico da 30enne) e partecipa nella categoria ‘over’: ha una storia in corso “con uno psicopatico come lo sono tutti del resto” e non é a caccia (ma a fine serata la avvisto con un brunetto al suo fianco che la placca a vista).
Annalisa ha un filarino con un collega che a breve si sposerà (con un’altra, come nelle migliori telenovelas troppo simili alla vita reale) e sta cercando di dimenticarlo o almeno di trovare compagnia per Capodanno.
Laura invece é sposata ed accompagna il cugino timido ed imbranatello (purtroppo poi mi passerà anche lui sotto il naso) ma intanto “butta un occhio” cercando di capire se é ancora piacente.
Claudia invece è una veterana delle vancanze con Speed Date e cerca nuove persone con cui uscire dato che il suo gruppo di amiche é ormai caduto nella spirale marito-figli-famiglia-casalinghitudine.
Insomma, sono donne come me e come te: indipendenti e determinate che vogliono conoscere quel qualcuno che ti sconvolga la vita. L’avranno trovato proprio l’altra sera?
Per quanto mi riguarda: 27 uomini, 3 ore di conversazione e 1 drink dopo, ho segnato sulla mia scheda 5 SI ed una fila infinita di NO determinata da alitosi, stitichezza verbale, strette di mano flaccide, sguardi annoiati, mancanza di contatto visivo e soprattutto disinteresse nel voler conoscere la persona dinnanzi a sé. Tutto il mondo è paese e tutti i primi appuntamenti comportano le stesse (dis)illusioni.

Dopo tutto ciò, mi son chiesta se ripeterei l’esperienza e, forse la cosa vi sorprenderà, ma la risposta é positiva: la serata si é rivelata divertente e piacevole e anche se non ho conosciuto uomini davvero interessanti, ho rivalutato un sacco quelli che conosco e che fanno parte della mia vita. A qualcosa, insomma, la serata di Speed Date é decisamente servita.

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