Godsavethegirls – “La vita è quello che accade mentre…”

lawrence block

di NOEMI

L’altro giorno ho incontrato per strada una mia compagna di scuola delle elementari… aveva un bambino per mano che avrà avuto sui 6 anni ed un altro sul passeggino ed entrambi la chiamavano mamma. Mi ha detto che non lavora “perché con due bambini come fa”, ma mi sembrava serena e soddisfatta della sua vita ad un livello quasi zen. Roba che io avrei dato di matto dopo 5 secondi.
Allora ho cominciato a riflettere… e la conclusione è stata che io ed il 99% delle mie amiche invece dobbiamo per forza complicarci la vita sempre. Abbiamo un istinto alla complicazione innato che rischia di diventare autodistruttivo. Accusiamo gli uomini di non saperci comprendere, ma non hanno tutti i torti, perché effettivamente siamo peggio di un sudoku.

Quindi ho immaginato come sarebbe avere aspettative più semplici dalla vita e da noi stesse. Avere poche aspettative porta ad avere meno delusioni e più gioie. Ad esempio come sarebbe stato sposare il primo ragazzo, andare in viaggio di nozze in Sardegna, fare due figli e chiamarli Giulia e Leonardo. Probabilmente sarei divorziata da un pezzo.

Potrei fare una lista infinita di tutto ciò che facciamo per complicare le cose. Pensateci su.
L’istinto è atavico, infatti all’asilo quando un bimbo ci chiede di fidanzarci ovviamente noi complicate mettiamo la crocetta sul no.
Scegliamo il liceo classico e ci ammazziamo per 5 anni sul Rocci a studiare una lingua morta, ma che soddisfazione sapere l’origine delle parole ‘Andrea’ e ‘logopedia’.
Andiamo alla ricerca del ragazzo giusto, una folle ricerca perché pretendiamo di trovare quello che deve pensarla come noi, esserci affine, quello che dice quello che noi stavamo solo pensando. Deve amare l’arte, i viaggi, condividere la nostra passione per la cucina thailandese. L’illusione è che questi magici incontri accadano solo nei libri di Fabio Volo, ma non ci chiamiamo Michela.
Allo stesso modo trasciniamo storie già finite per mesi, o peggio ancora ci incastriamo in devastanti tira e molla quando sarebbe tutto molto facile: “Mi ami – stiamo insieme – non mi ami – finiamola qui”.

Il fatto di aver trovato un bravo ragazzo che sia follemente innamorato di noi e che sia, Dio volesse, mediamente attraente vale solo 10 punti nella nostra classifica e la bambolina la si vince a 100.
Soffriamo tantissimo per la fine di un’amicizia senza riuscire a liquidarla con un “E’ così che doveva andare” ma non abbiamo neanche il coraggio di alzare il telefono e dire “Sei una stronza”.
Cerchiamo di seguire la moda quando l’unica cosa che vorremmo indossare tutti i giorni della vita è quel comodissimo maglione a righe ma le righe non vanno più.
Corriamo dall’ufficio come dannate per non perdere la lezione di zumba.
Facciamo colazione col cornetto integrale quando quella bomba con la crema ci chiama dalla vetrina del bar. Leggiamo il libro del momento, quando abbiamo un istinto irrefrenabile di comprare ”Chi” per leggere i gossip sulla gravidanza di Belen.

Sapete una cosa, tutto ciò è molto faticoso.
Cara amica delle elementari, forse capisco perché tu sei calma e tranquilla e noi corriamo su e giù come invasate.  Sapete qual è la novità, che domani a colazione mi mangio il saccottino al cioccolato.

“La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo impegnati a fare altri progetti”

7 thoughts on “Godsavethegirls – “La vita è quello che accade mentre…”

  1. Cara Saretta, sai che sono proprio d’accordo con te? Il mio era un modo ironico per raccontare il modo di vivere di molte nostre coetanee (e di me stessa fino ad un po’ di tempo fa). Pare che se non ci si complichi la vita non si abbia nulla da raccontare all’aperitivo. Anch’io come te sono stata una ragazzetta folle,e sinceramente non ho niente da rimpiangere, in realtà ero in cerca dell’amore come tutte. Poi l’ho trovato. Ora sono moglie, ergo ho una casa, un lavoro che fa si che in quella casa io non ci stia mai, ma sono felice, e sto cominciando a prendere le sembianze della mia amica delle elementari . Forse non sarò figa come 5 anni fa, magari all’aperitivo parlo di altre cose, ma non mi cambierei mai con la me di qualche anno fa. Ad ogni modo sono contenta che dal nostro blog scaturiscano questi scambi d’opinione. (Noemi)

  2. Non so… Probabilmente sbaglio, ma leggo come una certa “superiorità inespressa” nel raccontarsi che ci si vuole complicare la vita. Specie se per complicarla si intendono una serie di cose, ai fatti, assai poco complicate. Sono stata una ragazzetta folle, alla moda e lavorativamente, socialmente e sessualmente “impegnata” anche io, ma oggi che sono madre e moglie (di un ragazzetto che conoscevo da tempo e non per questo poco figo o poco complicato) posso dirti che non ci stanno cacchi: le complicazioni, le responsabilità che derivano dall’avere pargolo e famiglia è roba da eroine. Altro che Karenina, altro che Madame Bovary… E’ una lotta, un continuo mettersi in discussione e crescere. Perchè conosci una parte di te che mancotesogni. La tua amica delle elementari ti è parsa serena, magari ha solo consapevolezza. E questo non vuol dire che non ci siano giorni in cui se la darebbe a gambe e mollerebbe tutto per una sdraio, un mojito ed una settimana di completo edonismo egoriferito.
    In tutti i modi, girlz rule. Sempreecomunque.
    Saretta

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