Blog and the news – Lo Hobbit, un viaggio inaspettato

thehobbitdi CONNIE

Tolkeniani convinti e fan del fantasy in generale lo stavano aspettando da quasi 10 anni; dall’ultima volta, per intenderci, che è valsa la pena spendere i soldi del biglietto per vedere Elijah Wood al cinema. ‘Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato’ è la prima parte della nuova trilogia (formula che funziona non si cambia) di Peter Jackson tratta dall’opera di Tolkien che precede il più famoso ‘Signore degli Anelli’ e racconta il viaggio di Bilbo (per i profani, zio del Frodo-Elijah di cui sopra) e di 12 simpatici nani che deve aiutare a riconquistare la loro città Erebor, occupata con annesso tesoro dal drago Smaug. I nani intanto si dilettano ad occupare la dispensa a misura d’uomo, o meglio, di hobbit, del povero Bilbo – per niente intenzionato a partire malgrado l’insistenza del solito Gandalf (alias Gigi Proietti, che da quest’edizione presta la voce al mago grigio) – e nel mentre cantano pure qualche canzone, il che basta a farci interrogare sulla natura del film (ma è un musical?) e sulla nostra età (tra nani, draghi e tesori a momenti ci aspettiamo che spunti Biancaneve in persona). Fortunatamente il buongiorno in questo caso non si vede dal mattino e, dopo la prima parte un po’ lenta, la sottoscritta stessa ha assistito – rapita e dimentica del fastidio provocato dagli occhialetti 3d – a epiche lotte tra giganti della montagna, corse sfrenate nel regno dei Goblin e perfino provato un pizzico di emozione al suono delle parole “il mio tesssoro”. Certo, i puristi rileveranno alcune mancate corrispondenze con il libro (tre personaggi che non dovrebbero essere lì: Orchi, Galadriel e Sarouman) e per tutto il film cercheremo disperatamente il pathos che traboccava da ogni fotogramma del Signore degli Anelli (e da più o meno ogni espressione di Viggo Mortensen) ma tutto sommato è la storia stessa a non permetterlo. Per chi non lo sapesse infatti ‘The Hobbit’ è – appunto – un racconto per bambini, come confermano alcune scene che ci ricordano prepotentemente Harry Potter.

Voto: sufficientemente carino da dedicarvi un sabato pomeriggio.

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