Godsavethegirls… e le Grandi Verità.

la vera vita

di LAURA

C’erano una volta il kilt a pieghe, le ballerine lucide e la camicetta con il colletto ricamato. Un cerchietto nei capelli, le tod’s ai piedi e tanti, tantissimi sogni. Se anche voi ripensate spesso a quella bimbetta che adorava andare in giro facendo la ruota con la gonna e sbandierando a familiari e amichette, tra una puntata di Kiss me Licia e l’altra, le sue più indubbie convinzioni sul roseo futuro che la attendeva e vorreste prenderla da una parte con la forza, strattonarla e urlarle contro per evitarle la caterva di delusioni che la aspettano… bhe, in questo caso, dovete continuate a leggere.
Personalmente, non solo a 27 anni non sono sposata come avevo previsto, non ho le due coppie di gemelli (e di questo ringrazio il Signore Iddio) di cui ho saggiamente già scelto i primi, secondi e terzi nomi, ma non sono neanche la donna in carriera con il tailleur blu notte che entra ed esce da Luisa Spagnoli (ed anche di questo ringrazio la mia versatilità nello scegliere i vestiti) , che lascia la Mercedes Classe A di fronte la scuola dei pupi intasando il traffico e beccandosi le maledizioni di tutto il quartiere (ed anche per questo posso ritenermi fortunata). Non ho, ancora, la casa dei miei sogni, né tantomeno la cucina all’americana con il bancone del bar, gli sgabelli e tutto il resto. Non ho ancora visto tutto il mondo, anzi a dir la verità mi manca ancora qualche capitale dell’est Europa. E se davvero potessi infiltrarmi in qualche buco nero spazio temporale, correrei dritta verso quella smorfiosa dalle guance rosee ed innocenti, le strapperei Barbie Hollywood dalle mani, le scompiglierei quei capelli lunghi e lisci senza bisogno della piastra, la guarderei in quegli occhietti furbi e rigonfi di speranze e le urlerei:

– NO, non sposerai uno di quegli uomini che girano in scooter e riescono ad essere sexy ed eleganti anche alle 7,30 del mattino, con la cravatta che gli vola indietro per il vento e la 24 ore in pelle appoggiata sulla pedana, colma di importantissimi fogli e documenti su cui probabilmente è redatta la soluzione a tutte le malattie del mondo che Lui, l’uomo che non sposerai, ha scritto mentre mangiava un panino e contemporaneamente elaborava la teoria matematico-scientifica per cui tra un milione di anni la Terra sarà salva da una terribile pioggia di meteoriti. Lui ha 3, forse 4 lauree, e nel frattempo è riuscito a crescere con te i 4 gemelli, portarti in giro per il mondo, regalarti un sacco di gioielli (e, perché no, anche la moto di Barbie, che nell’estate ’95 era introvabile nei negozi di giocattoli) e, cosa ben più importante, a renderti felice.
Il tuo futuro fidanzato ieri sera durante l’ennesima litigata mi ha detto “Oh, io capirei se fossi uno stronzo che ti maltratta e ti insulta”. Accontentati dunque di uno che non ti maltratti ed/od insulti. Accontentati di uno, insomma.

– NO, tua mamma non verrà a vivere con te in una delle stanze del castello in cui vivrai dopo che Bella avrà convinto la Bestia a vendere perché “è un momento buono per il mercato”. Perciò, quando tu e i tuoi fratelli litigherete su chi vivrà per sempre con la mamma, lascia, cortesemente, che per una volta vincano loro ed anzi, se riuscissi a farglielo sottoscrivere e firmare non sarebbe male. Non sarà certamente tua madre a voler cambiare le carte in tavola visto non si tirerà indietro neanche di fronte alla prospettiva di traslocare con te nei tuoi 12 mq di monolocale pur di averti accanto tutto il giorno: credi a me, una volta cresciuta, la sua amabile presenza sarà gradita per il tempo di un caffè. Amaro. 
Quella creatura tanto gentile e cara chiamata Mamma stamattina dopo un racconto di ben due ore condito da lacrime e disperazione, ha dato ragione a quel tipo per il quale tu dovresti ringraziare il cielo che non ti maltratti od/ed insulti.

– NON riuscirai a guadagnarti da vivere vendendo le cose che hai nella tua stanza. Gli scontrini scritti a mano non sono a norma di legge e soprattutto non riuscirai a sopravvivere alle spese con una clientela ristretta a tua madre e tua sorella (più tuo padre e tuo fratello sotto coercizione). Il pretendere di riavere subito indietro i prodotti venduti non aiuterà la tua impresa a crescere.
Le canzoni in inglese inventato non venderanno mai una ceppa: dovrai studiare, all’estero ed anche all’università; con un attestato IELTS o TOEFL raggiungerai sicuramente un livello d’apprendimento maggiore che ti consentirà di padroneggiare la lingua. Specializzarti in parrucchiere per Barbie non è una grande idea e per tenere in vita la redazione de il “Giornalino” di cui sei direttrice, capo-redattrice ed unica redattrice non basteranno le mille lire che ti dà il nonno per aggiudicarsi l’unica copia mai scritta.
Un avviso: a 27 anni ancora ti chiederai “cosa vuoi fare da grande”.

– La tua migliore amica NON SARA’ per sempre la tua migliore amica. Dopo quell’adorabile pomeriggio passato a giocare con il dolce forno, Vittoria partirà per sempre per un luogo sconosciuto e lontanissimo (Torino) e sarà solo la prima di una serie di interminabili delusioni che quelle che reputerai amiche ti rifileranno nel corso della tua adolescenza. Pugnalate alla schiena, separazioni senza motivo né preavviso, abbandoni per complessi d’inferiorità, tradimenti. Tanto che, ripensando a quando Livia ti ha copiato quel disegno, dovrai rivalutare e ridimensionare le tue priorità.
Un bel giorno incontrerai una vera amica, che piangerà con te quando ci sarà da piangere ma soprattutto riderà con te quando ci sarà da ridere; insieme fonderete una specie di Blog e vi scambierete smancerie attraverso pseudo-articoli di natura intelletto-demenziale. Preferibilmente contro gli uomini.

– NON sarai felice, dunque. Non nell’immediato almeno. Non ci saranno forse vestiti da gran ballo, viaggi in mongolfiera, principi o castelli. Ma imparerai ad apprezzare lo shopping low cost in giro per il mondo, i mercatini delle pulci, i week end pazzi con le amiche e i mesi fuori con l’erasmus. Un fidanzato che di principe ha ben poco, ma dopo 3 anni ancora sopporta le tue lagne e, c’è da dirlo, è bono come il pane. Il tuo monolocale, che certamente non è un castello, ma è caldo, accogliente e, cosa più importante, tuo. E poi c’è il sole a dicembre, il profumo del mare, il sapore della neve, la carbonara, il tuo cane che ti sveglia la mattina, l’odore del caffè, i taglia-e-cuci con le amiche, i film in bianco e nero e le vecchie canzoni. E poi ci sono i sogni, quelli che non ti abbandonano neanche di giorno. Ripensandoci … Sì, sarai felice.

5 thoughts on “Godsavethegirls… e le Grandi Verità.

  1. Ma se un ragazzo scrive in questo blog…andrà incontro anche lui a disillusioni?

    Il tuo futuro fidanzato ieri sera durante l’ennesima litigata mi ha detto “Oh, io capirei se fossi uno stronzo che ti maltratta e ti insulta”. Accontentati dunque di uno che non ti maltratti ed/od insulti. Accontentati di uno, insomma.

  2. mi rispecchio un bel po’ in queste righe ma la mia idea di castello-casa infantile comprendeva anche una sorta di centro raccolta cani e gatti di ogni specie lasciati in libertà!!Oggi come oggi sono tristemente allergica al pelo del gatto e mi accontento del mio pesce rosso!:-))

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