Godsavethegirls… Uomini, maxiskirts e congiunzioni astrali.

new in ok

di CONNIE

Tutto è cominciato con le maxi skirts. Da due anni ne collezionate diverse varietà, colori e fantasie: dalla più neutra, tubolare di maglia grigia, alla più estrosa, lunghissima con croci stampate. Le avete indossate con entusiasmo in primavera con le ballerine per gli aperitivi in centro, con euforia durante le vacanze estive con i sandali ultrapiatti, con consapevolezza durante il week end tra amiche a Londra insieme agli anfibi. Questo finché, essendo ormai la maxi gonna elemento imprescindibile del vostro guardaroba, avete pensato bene di metterla per andare al lavoro. Dove il commento più gettonato dai vostri colleghi (maschi) è stato qualcosa del tipo: maddai, è uguale a quella di mia nonna. 
Certo, il sentore che gli uomini non capissero un beneamato sulla questione moda l’avevate già avuto con i leggins fiorati, (“sembri una donna delle pulizie anni ’80”, aveva esclamato perplesso il vostro fidanzato), la fake fur (“Vilma dei Flinstones”) e qualsiasi accessorio leopardato (“Welcome to the jungle”). Non si spiega per quale motivo, i capi d’abbigliamento che sarebbero acclamati da altre fashion victims vostre simili su qualsiasi blog di moda e che vi provocano ammirazione femminile anche per strada (“scusa ti posso chiedere dove hai comprato questa borsa?”) a LORO risultano assolutamente indigesti, per dirla in modo soft.
La sottoscritta stessa ha dovuto abbandonare i leggins a fantasia a forza di sentirsi paragonare alla signora Pina, fantomatica colf resuscitata direttamente dal 1985. La questione è che la maggior parte degli uomini ragiona a compartimenti stagni: per loro “leopardato” è intimamente collegato a “donnadifacilicostumi”, la gonna lunga è il capo preferito dalle zingarelle e la fake fur bianca di Forever 21 non può essere che lo scalpo di una pecora. Se quest’inverno avete puntato sul cappotto boyfriend, ultimo must have in perfetto stile boho, raramente la cosa verrà apprezzata: probabilmente per i loro canoni sarebbe stato meglio un classico piumino corto che non vi avrebbe fatte sembrare “incinte”.
Insomma, al bando le ultime tendenze, al bando gli abbinamenti estrosi, le sciarpe abbinate agli ankle boots, le fake fur e le borchie da rockstar. Per non parlare degli accessori, per i quali vengo personalmente paragonata a Ozzy Osbourne (per chi non lo conoscesse, lui) almeno 2-3 volte a settimana. Una gonna di jeans con maglioncino girocollo andrà benissimo. Magari con stivali alti con tacco (tristemente famosa la crociata anti-ballerine). Classica. Stereotipata.
Ovviamente, una cura l’abbigliamento-per-se-stessa-mica-per-piacere-al-fidanzato-bla-bla. E non vogliamo dire con questo che gli uomini siano totalmente a digiuno di moda: c’è sempre l’amico gay ad apprezzare la ballerina estrosa abbinata con la pochette di 5 colori. Ma per l’uomo medio sulla trentina o giù di lì, stiamo in generale parlando arabo.
Anche se, a volte, quando meno ce lo aspettiamo, raro quanto la cometa di Halley, improbabile quanto un allineamento perfetto dei pianeti, e chi più congiunzioni astrali ha più ne metta, arriva un timido apprezzamento per il nostro “gusto” e la nostra “attenzione ai dettagli”. Segno che la speranza che uomini e stile smettano di gravitare in due mondi diametralmente opposti c’è. E lotta insieme a noi (e alle nostre maxi skirts).

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