Godsavethegirls… ma non le suocere.

Monsterinlaw

di LAURA

Tu che nasci donna, ti affacci al mondo con già nel sangue la tenera voglia di famiglia, pace e amore, e nelle vene la predisposizione a soffrire, essere delusa, soffrire, vedere sprazzi di luce ma poi soffrire, imparare a rialzarsi e poi soffrire ancora. Da prima di imparare a camminare ti raccontano le storielle di un principe azzurro che ti sveglia con il bacio del vero amore, di 7 nani che farebbero di tutto per te, di uomini che ti sposano per la sola coincidenza del tuo piede con una scarpa e di orribili, spaventose e repellenti bestie che finiscono per tramutarsi nel solito principe di turno con la sola eccezione dei capelli da surfista californiano.
Ma c’è una cosa alla quale non siamo mai state preparate da nessuno. C’è un quid che nelle favole non è mai stato trattato, una piccola, sembrerebbe insignificante questione che, quando meno te l’aspetti, ti si proporrà, come un piatto di peperoni mangiati la sera prima. Lui è arrivato, lo conosci, lo impari ad amare, inizi a visualizzare il vostro futuro insieme quando, eccola lì, pronta a farti mettere tutto in discussione, a guardare le cose da un’altra prospettiva, a ridimensionare la tua già sottile soglia di tolleranza: ecco a voi la suocera.
Di colpo non sei più in grado di fare la spesa al supermercato o di cucinare anche solo per garantire la sopravvivenza del suo povero piccolo bambino. Non sai prenderti cura della casa, né tantomeno scegliere il bagnoschiuma che sia il più adatto al ph della pelle del suo preziosissimo figlio maschio. Le tue scelte non contano più nulla, di colpo lei, il burattinaio Mangiafuoco, prenderà decisioni per tutti lasciando poco, pochissimo respiro anche sulle più infime questioni: perfino le mutande diventeranno campo di battaglia. Pensavi di aver odiato la professoressa di filosofia più d’ogni altra cosa, forse anche più del dentista che decretò la tua triste adolescenza da sfigata con l’apparecchio. Ma lei è la nuova incontrastata regina della top three: la suocera ha clamorosamente battuto ogni record di sopportazione da qualsivoglia punto di vista.
Ed è la profonda avversione che ormai negli anni è radicata e si è ramificata tra questa ostile figura e la categoria delle fidanzate, che spinge noi di BATC a configurare 4 diversi profili di suocera da cui partire per una migliore conoscenza prima, un utile approfondimento durante, fino al raggiungimento del vittorioso trionfo sul nemico da estirpare, come ogni degna favola a lieto fine comanda .

LA SUOCERA SUBDOLA
E’ la più frequente tra le definizioni di suocera, e, purtroppo, non che sia una fortuna. Riesce ad ottenere ciò che vuole con il solo utilizzo dello sguardo, magnetico per lui, oltraggioso e pungente per noi. Si presenta come la più gradevole e accomodante della sua tipologia, è senza pretese, non opprimente e soprattutto, apparentemente, poco partecipe. Ma è proprio questo il punto: al momento giusto sa essere presente ed ingombrante come mai: decisa ad ottenere ciò che vuole, non guarderà in faccia neanche il suo stesso figlio. Solitamente una donna piacente, ha una sua vita e, fortunatamente, solo saltuariamente provvederà alla totale e momentanea distruzione di tutto il lavoro abilmente e pazientemente da noi fatto su suo figlio. Anche se sporadico, il suo intervento può però determinare conseguenze devastanti.
Esempi: L’appioppamento dei cani durante le vacanze estive/ Il passaparola di una festa a sorpresa dettagliatamente organizzata per lui e sapientemente rovinata da un “Ah, amore di mamma, come vanno i preparativi per la festa a sorpresa?” .

LA SUOCERA INVADENTE
E’ lì, tutti i giorni della tua vita insieme a voi. Anche se non fisicamente lì, è in tutto ciò che ti circonda. Ha prontamente acquistato, trovato, raccattato, contaminato qualsiasi cosa possa saltarti agli occhi intorno a te. A partire dalla spesa. Lei sa quello che piace al suo bambino e quindi giù di biscotti, merendine e cioccolata (che tu hai perentoriamente bandito dalla sua dieta) e, come se non bastasse, detersivo per il bucato (quello di cui tu detesti l’odore), il suo polpettone a cena da riscaldare (che tu detesti), e mutande e calzini accortamente scelti da lei.
La suocera invadente ha cresciuto i figli ben felice di procrastinare in loro la fine della dipendenza dalle membra materne. Accoglie ogni allarmante telefonata del suo tesoro con il tono amoroso di chi non aspettava altro. Le piace fingere di lamentarsi che suo figlio a 30 anni ancora non sappia soffriggere il sugo, ma dentro sé è ben felice di aprirgli un mondo in cui sua nuora naviga a tentoni. Determinata a mantenere il cordone ombelicale finché la rottura sarà inevitabile, si preoccupa che suo figlio sia accompagnato da una eterea e gentile figura che non abbia grilli per la testa. Viaggio con le amiche? Inconcepibile. Serata con le amiche? Inconcepibile. Disinteresse per la formazione del fantacalcio prodotta dall’adorante figlio? Inconcepibile. Tutto inconcepibile. Il figlio non sa come usare il Cif? F A N T A S T I C O.
Esempi: lo spifferamento dei litigi tuoi e del figlio a cugini, amici di nipoti, amici di amici e chi più ne ha più ne metta, salvo venirlo poi a sapere dallo zio di secondo grado del padre di lui.

SUOCERA ADOTTIVA
La suocera adottiva è un argomento delicato di natura retroattiva. Si riferisce più a quelle che in potenziale erano papabili suocere ma che poi, insieme ai loro stessi figli, si sono rivelate un buco nell’acqua. Le suocere adottive sono coloro che ripongono in te tutte quelle aspettative che si rimettono in una figlia: nello specifico la figlia femmina che non hanno mai avuto. Che il rapporto con il figlio ci sia ancora, sia terminato o estinto da anni non importa; loro continuano a telefonarti, a cercarti, a invitarti a cena come se la vostra relazione, tua e di lei, eludesse da quella con il vostro ex. Ci vogliono coraggio e tanta pazienza per evitare il rischio da sovraccarico di suocere.

SUOCERA PROTAGONISTA
Ed ecco delineato l’ultimo profilo, forse il più temuto e meno conosciuto. La suocera protagonista è colei che non ha nessuna intenzione di lasciarsi spodestare dal trono insito nel cuore del suo bambino. Con gran vigore lotta affinché la sua matriarcalità non sia messa da parte neanche per un istante, neanche per un giorno, neanche per QUEL giorno. La suocera protagonista si veste di bianco al vostro matrimonio. Cucina meglio di voi, si occupa del figlio meglio di voi, perfino respira meglio di voi. Pretende la presenza del figlio in ogni dove, come, cosa e perché. Capricciosa ed altezzosa sferra frecciatine di continuo urtando sistematicamente i vostri nervi.
Esempi: A Natale vi chiede nel dettaglio la ricetta del piatto principale da voi cucinato per l’occasione, ascolta ogni parola, ogni passo della religiosa preparazione e poi … non lo assaggia.

Particolari abilità intellettive ma soprattutto tanti ma tanti respiri. Ecco la ricetta necessaria a mantenere l’autocontrollo in situazioni che sembrano ci porteranno inesorabilmente all’autodistruzione. Due i rimedi e due le certezze: tutte ne abbiamo una e tutte dovremo sopportarla a lungo, perciò forza e coraggio e ricordate: prima si incontra l’uomo perfetto… poi (sempre) SUA MADRE.

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