GODSAVETHEGIRLS… dalle blogger per forza

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di CONNIE    connie

La questione è saltata fuori quando – insieme alle altre bloggers di BATC – si è posto il problema del blogroll. Per chi fosse ancora estraneo al fantastico mondo del blogging (due o tre persone sulla superficie terrestre) il blogroll è quella simpatica rubrichetta in cui, sul tuo blog, suggerisci altri nomi di blog “amici”, “visitabili”, “consigliabili”. Insomma, che ti piacciono. Problema non indifferente perché personalmente non sono una grande lettrice online. Corriere.it, due tre blog di moda e le vignette di Zerocalcare. Il gossip non lo guardo. Gli outfit delle star all’ultimo evento degno di nota li guardo solo se obbligata dalla mia collega Giudy che ci fa (giustamente) notare come non sia pensabile ignorare totalmente la questione “meglio vestite” alla notte degli Oscar. In più, sono da sempre iscritta al fan club delle regole grammaticali e di costruzione delle frasi nella lingua italiana. Un “ha” senz’acca per me dovrebbe essere causa di esilio perenne dal mondo telematico (e non solo). Lo so, sono un po’ difficile. Una recensione di ottocentocinquanta pagine sull’ultimo smalto Chanel non la leggo. Il tutorial di 12 minuti su come fare una semplice coda di cavallo mi scoraggia a prescindere. Lo sfogo sull’ennesimo fidanzato immeritevole del tuo amore che fa riemergere gravi traumi infantili mi annoia. E, per quanto riguarda le analisi politiche, ne sono già pieni i giornali.

Ma, soprattutto, sembra che ormai nel mondo delle blogger manchi solo mia nonna. Che, per inciso, ci starebbe molto meglio (e con molte più cose da dire) di molte habituées. Oggi per aprire un blog basta avere a disposizione la tastiera di un qualsiasi pc, tablet o smartphone. E, magari, respirare. Una vera e propria invasione di “blogger per  forza”. Che poi, personalmente sono una fan del mettere per iscritto i propri cavoli: lo testimonia la pila infinita di diari (più o meno segreti) compilati minuziosamente nel corso degli anni e finiti negli scaffali più alti dell’armadio, quelli dove l’Uomo non arriva e la Polvere regna sovrana. Però sono sempre stata cosciente del fatto che una tale lettura tutt’al più sarebbe interessata a mia madre o a qualche fidanzato paranoico. Una consapevolezza, che, a quanto pare, non tutti/e possiedono. Perché si sa, se non hai un blog al giorno d’oggi sei più out di quando persistevi ad usare l’Invicta dopo l’avvento degli Eastpak. Nel mio/nostro errare su internet nel disperato tentativo di compilare il famoso blogroll mi sono quindi imbattuta in 5 categorie di “bloggers per forza”.

1)      L’AMMORBANTE : la più inutile e fastidiosa, almeno per quanto mi riguarda. Lui l’ha mollata, la migliore amica le ha dato buca a pranzo e una serie di altri sventurati avvenimenti l’hanno indotta a dover PER FORZA aprire un blog per cercare se stessa. Su Internet. Da lì sproloqui di pagine e pagine sull’amore, l’amicizia, la necessità di essere diversa, più forte, più sicura, più bella, più tutto. Intento ammirevole, ma perché deve per forza dirlo a NOI?

2)      LA CONTROCORRENTE: lei è la blogger più “faiga” che ci sia, perché la sua missione è porre fine all’imperante buonismo del mondo telematico. Lei sì che è stronza, dissacrante, non convenzionale, insomma una figura di cui sentivamo davvero la mancanza. Peccato che poi il tutto si risolva nel resoconto più o meno dettagliato delle sue avventure di letto con uomini usa e getta che non sanno regalarle il brivido dell’Amore Vero (e, ovviamente, anche questo è molto faigo, a sentire lei).

3)      LA MODAIOLA: si presenta come l’Alternativa maiuscola alle blogger “firmate”. Facile essere belle e alla moda con la felpa di Kenzo, la borsa YSL e le scarpe Isabel Marant, Lei invece ci propone un abbinamento composto da stivali bianchi presi al mercatino sotto casa e sciarpa con i teschi no brand. Peccato che entrambe le cose, oltre a non avere nulla di originale, non vadano più almeno dal Paleolitico.

4)      LA “VORREI MA NON POSSO”: i genitori, le amiche dell’asilo e il prete della parrocchia dietro casa le hanno sempre detto che scriveva bene. E quindi, cosa c’è di più naturale dell’aprire un blog attraverso il quale poter sfoggiare questa sua innata qualità? Ottime premesse, purtroppo non seguite da esiti altrettanto buoni: l’articolo sul perché e per come non le piaccia andare in palestra non interessa nessuno. O quasi.

5)      LA GIORNALISTA MANCATA: variante della “vorrei ma non posso”, sente l’impellente esigenza di propinarci la sua fondamentale opinione su qualsiasi fatto di cronaca, dalle dimissioni del Papa alla guerra in Mali passando per lo smarrimento del gatto della dirimpettaia. Anche qui, devo ancora trovare una valida motivazione per leggere i suoi “articoli” e non il sito della Stampa. 

Le blogger per forza sono tra noi. Un esercito in continua espansione.Per il blogroll, quindi, work in progress. Ma – a breve – non vi promettiamo nulla.

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