Godsavethegirls… dai “non ti amo più”

nolove

di NOEMI noemi

Le storie finiscono. Su questo non ci piove. Oggi stiamo insieme, domani chissà. In questo mondo dove tutto è precario pare che addirittura progettare le vacanze estive sia un lusso che non possiamo permetterci.
Ma almeno prima le storie finivano dopo interminabili rendez-vous con le amiche pieni di “faccio bene-faccio male”. Finivano dopo urla, strepiti, pianti da parte nostra e calci alle porte e cazzotti ai muri da parte loro. C’era almeno un po’ di pathos – e che cavolo.

Adesso invece sembra sia nata la moda del “Non ti amo più”. Almeno a sentire i racconti delle amiche tornate single da poco. L’orrida frase, contenente promesse disilluse e sogni infranti, viene pronunciata dai Signori uomini con lo stesso tono con cui prenotano il campo per il calcetto del Mercoledì. Con la stessa freddezza con la quale noi possiamo chiedere la baguette al fornaio.
Ecco che mentre siete ancora a tavola o magari sul divano lui sornione pronuncia la malefica frase “non ti amo più”. Voi, basite, non potete fare altro che strozzarvi col bicchiere di coca che avete in mano. Neanche il tempo di realizzare ed ecco che siete fuori di casa con la vostra valigia di Carpisa rossa.

Chiamiamola nuova etica del lasciarsi. Breve e indolore da parte loro. Lancinante e inspiegabile da parte nostra.
Il problema è che i nuovi uomini non danno segnali. Niente sbavature di rossetto sul colletto della camicia. Niente traccia di Chanel n. 5. Niente mazzi di fiori – solo perché gli andava. Niente di niente.
Quelli di sempre insomma. Mentre noi pensiamo ed elucubriamo per mesi anche per lasciare il più scadente dei fidanzati, loro semplicemente decidono che il VOSTRO tempo è finito e lo decidono per tutti e due.
A questo punto vi domanderete quale può essere la nostra difesa. Semplice: non dare nulla per scontato. Se state insieme da mille anni non vuol dire che starete insieme per altri mille.
Se siete sposati ricordate che esiste il divorzio. La concorrenza là fuori è selvaggia e sleale.
E soprattutto non credete alla favola del noi ci apparteniamo. Noi ci scegliamo, che è diverso.

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